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Nidificazione 2011

Il Molentargius si tinge di rosa

I Fenicotteri conquistano il Parco del Molentargius! Migliaia di esemplari sono giunti per riprodursi nel grande stagno salato del Bellarosa Maggiore. Da circa due settimane, si sono create delle vere e proprie isole rosa, animate da migliaia di Fenicotteri dando vita ad uno spettacolo naturalistico straordinario e inconsueto, che fa ben sperare nel successo della nidificazione. Si tratta, in prevalenza, di individui adulti che stanno tentando di nidificare nel grande stagno.

Per nidificare con successo il Fenicottero necessità di isole di fango circondate dall'acqua, che non siano accessibili ai predatori. Il Presidente dell'Ente Parco, Mauro Contini, al riguardo ha asserito: ''Ciò che si sta verificando nel Bellarosa Maggiore è il momento più delicato nel ciclo biologico di questi animali, pertanto garantiamo il nostro impegno affinché vengano poste in essere tutte le misure di tutela. L'Ente Parco svolge una costante attività sul fronte della lotta al randagismo e proseguiranno le campagne di sensibilizzazione contro l'abbandono degli animali. La presenza di cani incustoditi, liberi di correre nel Parco potrebbe compromettere la nidificazione tanto attesa e invito i proprietari alla massima sorveglianza. Faccio un ulteriore appello alla cittadinanza affinché eviti di avvicinarsi troppo allo stagno fino a quando la colonia non verrà considerata definitivamente insediata. Solo allora sarà possibile ammirare da vicino i fenicotteri''.

Era, infatti, dal 2004 che la specie non si riproduceva nella zona umida cagliaritana e l'Ente Parco, al fine di salvaguardare e valorizzare il fenomeno, ha avviato con i propri esperti il monitoraggio della colonia, composta da migliaia di esemplari. Tale evento rende lo stagno eccezionalmente importante dal punto di vista faunistico ed ambientale non solo in Italia ma in tutta Europa.

La presenza di un così alto numero di esemplari è un valido elemento per ipotizzare che il tentativo di nidificazione vada a buon fine, in quanto lo stimolo alla riproduzione scatta solo se i Fenicotteri si radunano numerosi. La delicatezza dell'evento richiede, in questo periodo, una maggiore attenzione da parte della cittadinanza al fine di creare le condizioni ottimali per l'insediamento della colonia. Non appena la colonia sarà considerata definitivamente insediata, verranno predisposte delle visite guidate per ammirare i Fenicotteri e pulcini della specie.

Fenicotteri, foto del 2011

Prime nascite nella colonia dei Fenicotteri rosa del Molentargius

I Fenicotteri non hanno tradito le aspettative e, in linea con le previsioni dei tecnici dell'Ente Parco, sono nati i primi pulcini della colonia dei Fenicotteri rosa. Il 2 giugno, infatti, ha visto la luce il primo pullo, in una giornata di forte maestrale. Nei giorni successivi, inoltre, sono stati avvistati altri nuovi nati, in prossimità dei basamenti dei vecchi tralicci in cemento armato presenti nel Bellarosa maggiore. L'eccezionalità dell'evento, ancora, si è arricchita grazie alla scoperta dell'origine sarda di uno dei nidificanti, come indicato nell'anello in PVC che ha permesso l'identificazione della provenienza e dall'interesse suscitato, in queste ultime settimane, da tutta la comunità locale e dai mezzi di informazione locali e nazionali. Un avvenimento di grande interesse, quindi, come rimarcato dal Presidente dell'Ente Parco Molentargius-Saline, Mauro Contini : <>.
Per assistere alla nascita di tutti i pulcini della comunità del Molentargius si dovrà attendere la fine del mese di giugno, mentre tra circa tre mesi si potrà assistere alle prime parate in volo dei nuovi nati.

Prime nascite, foto del 2011

Nuove nascite nella colonia dei Fenicotteri

Da qualche giorno è iniziata la schiusa delle uova dei Fenicotteri. I primi pulcini sono nati a Cagliari, ai piedi dei vecchi basamenti di cemento armato dei tralicci dell'Enel. Successivamente i tecnici dell'Ente hanno avvistato altri pulcini sugli argini che costituiscono il sito quartese. Con molta probabilità la schiusa è iniziata tra venerdì 3 e domenica 5, mentre in questi ultimi giorni i pulcini sono impegnati a muovere i primi passi. Ma senza esagerare! I pulli appena nati, infatti, stanno spesso sotto il corpo di uno dei genitori, che non li espongono troppo a lungo né al sole, né alle intemperie.

Il giorno 7 giugno è stato individuato anche il primo pulcino della colonia insediatasi sull'isolotto di Cagliari, quella che i cittadini possono ammirare dalla terrazza di Monte Urpinu. Per ora sono due i pulcini riconosciuti in questo isolotto, nati forse durante la notte di lunedì.

A breve si dovrebbero registrare altre nuove nascite, proprio sul vecchio argine di Bassofondo, dove si è insediato il gruppo più numeroso.
Nel frattempo i tecnici dell'Ente Parco stanno scoprendo alcune notizie sulla provenienza di alcuni fenicotteri del Molentargius. Grazie infatti alla Banca dati europea, che raccoglie le notizie dell'inanellamento e che per l'Italia fa capo all'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), si sa che i fenicotteri più vecchi sono nati in Camargue, nel 1981 (TLN e VCS entrambi di 30 anni), e che numerosi fenicotteri sono nati in Sardegna (nella laguna di Santa Gilla per la precisione). Tra questi il più ''anziano'' è nato nel 2003 (MHTB) e il più giovane nel 2008 (M263). Tra i fenicotteri di provenienza spagnola ci sono individui di più di 10 anni (6/44 del 1996 ) e individui alla loro prima esperienza riproduttiva (X/CNX del 2008).

Infine, per quanto riguarda i fenicotteri ''italiani'', è interessante notare la presenza di uno degli individui che furono inanellati per la prima volta nella Penisola (nato a Comacchio nel 2002 e identificato con la sigla IABC).
L'Ente Parco assicura il monitoraggio delle colonie in stretto raccordo con i responsabili dell'inanellamento degli uccelli selvatici dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), con cui verrà concordato anche l'eventuale inanellamento dei pulcini di Molentargius.

Nuove nascite, foto del 2011

Il cibo del fenicottero: Artemia saline e larve di chironomidi

L'Artemia salina è un piccolo crostaceo rosa-arancione lungo fino a 2 cm che popola vari ambienti, dagli stagni costieri con acqua salmastra alle saline con acqua iperalina. Nuota a pancia in su senza sosta nello spazio tra il fondo e la superficie, filtrando l'acqua per raccogliere le alghe unicellulari di cui si nutre. La sua posizione nel nuoto è determinata dal fototropismo positivo: si orienta cioè in direzione della luce, quasi come un girasole. Se la luce provenisse dal fondo delle saline, le artemie nuoterebbero invece normalmente, rivolgendo la ''pancia'' verso il fondo. Il colore dell'Artemia è dovuto alla presenza di pigmenti di colore aranciato (carotenoidi) che sono anche presenti nelle alghe di cui l'Artemia si nutre e che colorano di rosa le acque delle saline. I carotenoidi dell'alga passano all'Artemia e dall'Artemia alle penne del fenicottero. Negli stagni e nelle saline della Sardegna le popolazioni di Artemia salina possono differire profondamente. In alcuni stagni la popolazione è costituita esclusivamente da individui femminili e la riproduzione viene detta partenogenesi poliploide (o geografica). Lo sviluppo delle uova avviene cioè senza fecondazione. In altre la popolazione, come per le saline e gli stagni del Molentargius, è costituita sia da maschi sia da femmine e la riproduzione avviene in seguito alla fecondazione delle uova. Insieme all'Artemia salina altri piccoli animali, rientrano nella dieta del fenicottero anche se in misura meno importante. In particolar modo, le larve di chironomidi. Sprofondate nel fango con il solo capo fuori dal sedimento, queste larve, simili a vermetti rossi e lunghe pochi centimetri vivono come l'Artemia nelle acque salate degli stagni. La colorazione rossa delle larve è dovuta alla presenza del pigmento emoglobina, lo stesso presente nei nostri globuli rossi, responsabile del trasporto dell'ossigeno. Grazie a questo pigmento le larve possono sopravvivere anche quando diminuisce la concentrazione dell'ossigeno dell'acqua, grazie alla capacità dell'emoglobina di legarsi al poco ossigeno presente. Gli adulti dei chironomidi benché simili a zanzare non si nutrono di sangue e quindi non pungono provocando fastidiosi pruriti. Il nome chironomidi deriva del greco Χειρονόμος che, richiama la gestualità delle mani nella ''chironomia'' la direzione di un complesso musicale mediante alcuni gesti e movimenti della mano. L'adulto dei chironomidi infatti in posizione di riposo, tiene le zampe anteriori sollevate sopra il capo e protese in avanti.
Date le piccole dimensioni degli organismi di cui si nutrono, i fenicotteri hanno bisogno di una grande quantità di Artemia e chironomidi per il loro sostentamento. L'evoluzione ha perciò dotato il fenicottero di un becco molto particolare, la cui forma è una diretta conseguenza del suo modo di nutrirsi. Grazie a numerosissime lamelle presenti sul bordo interno del becco e alla lingua, che funziona come una pompa, il fenicottero filtra l'acqua alla ricerca di cibo passando la maggior parte della sua giornata con la testa immersa nell'acqua salata.

Chironomide, foto del 2011

Inanellamento Fenicotteri. 20 agosto 2011

Si è svolta sabato 20 agosto la campagna di inanellamento dei pulcini di fenicottero nati quest'anno nel Bellarosa Maggiore. L'operazione, la terza in assoluto nel Molentargius, è stata la prima organizzata interamente dall'Ente Parco, ed è stata condotta in stretto raccordo con l'ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e l'Ambiente).
Vi hanno partecipato 106 volontari di cui 18 inanellatori esperti provenienti da 6 diverse regioni italiane, 26 canoisti (di cui alcuni membri del Circolo Kayak Le Saline e altri del Team Kayak Sardegna), e numerosi volontari che avevano già partecipato alle campagne di inanellamento degli anni scorsi a Molentargius e a Santa Gilla.
L'attività di inanellamento è un'operazione di alto valore scientifico, complessa e delicata che comporta il coinvolgimento di persone in possesso di titoli specifici, rilasciati dall'ISPRA che coordina e supervisiona l'inanellamento in tutto il territorio nazionale. Poiché l'inanellamento comporta la cattura di centinaia di pulcini che sostano in acque fangose, è necessario il coinvolgimento di almeno un centinaio di persone, di cui una buona parte dotate del titolo di inanellatore che abbiano dimestichezza con questi animali. Per questo motivo viene organizzata una riunione preparatoria la sera prima dell'attività, dove viene illustrato lo svolgimento della battuta di cattura e assegnato il ruolo a ciascun partecipante. Quest'anno per la prima volta è stato necessario fare anche una simulazione con le canoe.
Hanno partecipato alle operazioni di cattura ed inanellamento il dott. Alan Johnson, esperto mondiale della specie e il dott. Nicola Baccetti dell'ISPRA. Erano presenti inoltre il direttore della stazione biologica la Tour du Valat dott. Jean Jalbert e un inanellatore del Parco della Camargue dott. Gael Hemery.
Nel corso della campagna sono stati inanellati 509 pulcini. L'operazione, che si è svolta alle prime luci dell'alba ed è durata circa 3 ore, si è conclusa senza alcun incidente ai danni dei pulcini e nel massimo rispetto del benessere animale.

Inanellamento,foto del 2011

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